Difficoltà: escursionistica

Bivacco Penne Nere alla Becca di Viou

Dalla frazione Blavy di Roisan

MAPPA OSM: RAPIDA DINAMICA

MAPPA REFUGES.INFO: RAPIDA DINAMICA

MAPPA DI GOOGLE TRACCIA GPS (.GPX)

DISEGNO DEL SENTIERO

partenza: 1471 m
arrivo: 2730 m
dislivello in salita: 1260 m circa

andata: 3h45
ritorno: 2h45
totale: 6h30

Segnavia: 105

Tratti difficili: no
Tratti esposti: sì

Ombra: sì fino all'alpe Viou

pericolo caduta massi: sì

Periodo consigliato:
da giugno ad ottobre

Da vedere:
il panorama su Aosta, gli alpeggi di Viou.

Itinerari collegati:
il vallone di Comboé, il Rifugio degli Angeli, il Bivacco Pol.

Parcheggio e cappella di Blavy
Parcheggio e cappella di Blavy

Inizio sentiero per il Bivacco Penne Nere
Inizio sentiero

Introduzione

La salita al Bivacco Penne Nere è una piacevole escursione sul versante sud della Becca di Viou. Grazie all'esposizione favorevole la neve non vi si ferma a lungo. Per questo motivo è uno dei primi itinerari di un certo impegno che si possono percorrere a primavera.

Fino all'alpe di Viou si cammina all'ombra del bosco, nella parte superiore occorre evitare le ore più calde della giornata per non cuocere sotto i raggi del sole.

Begli scorci di paesaggio e interessanti esempi di architettura alpina si susseguono lungo tutto l'itinerario che è ben segnalato e tenuto pulito dagli operari regionali.

Se si prevede il pernottamento in bivacco occorre ricordarsi di portare l'acqua necessaria perché mancano sorgenti nei pressi e non è stato previsto un sistema d'accumulo.

Descrizione

Dopo aver parcheggiato l'auto nel piazzale a fianco della cappella si prosegue per una cinquantina di metri lungo la strada asfaltata fino a trovare la palina della segnaletica per escursionisti. Seguendo le sue indicazioni si imbocca la bella mulattiera lastricata che passa davanti alle ultima case del villaggio di Blavy e superato un fontanile in pietra ci si immette nella strada sterrata che taglia il pendio sopra la frazione.

Il Monte Emilius da una radura
Il Monte Emilius

Mont Fallère
Mont Fallère

Si prosegue fino ad arrivare a monte di una grande vasca circolare che immagazzina l'acqua per l'irrigazione dei pascoli e dopo poche decine di metri si lascia la pista che scende verso il basso per imboccare il sentiero che entra in un bosco di conifere costituito prevalentemente da pini.

A poco a poco, entrando nel vallone, queste conifere lasciano il posto agli abeti che amano un ambiente meno secco. Dopo una ventina di minuti si camminata nell'ombra fitta degli abeti rossi si sbuca sulla strada sterrata che raggiunge l'alpeggio di Viou.

Proprio nel punto in cui si immette nella pista parzialmente inerbita i colori dell'autunno fanno risaltare la ricchezza botanica di questo bosco misto di latifoglie ed aghifoglie.

In pochi metri di superficie stanno fianco a fianco pini ed abeti dalle varie tonalità di verde. In mezzo a loro si vede il tronco bianco delle betulle che diventa sempre più scuro mentre si ramifica per poi incendiarsi nel giallo intenso delle foglie autunnali e il larice dai bellissimi colori i cui aghi, con il susseguirsi delle gelate notturne virano dal verde chiaro al giallo e al rosso mattone prima di cadere a terra tappezzando il sottobosco.

Dopo pochi minuti di strada in corrispondenza di una curva, a sinistra del fabbricato rivestito in pietra dell'acquedotto, ricomincia il sentiero ben segnalato che sale con pendenza moderata nel bosco.

Si sale nel silenzio più completo rotto solo dal chiacchiericcio degli uccelli e a volte dal rumore degli scoiattoli che salgono lungo i tronchi e si sporgono ad osserva chi passa nel loro bosco.

Strada sterrata per l'alpe di Viou
Strada sterrata
per l'alpe di Viou

Rovine del vecchio alpeggio di Viou
Rovine del vecchio alpeggio di Viou

Quando si attraversano le poche radure spicca dall'altra parte della valle il Monte Emilius, sovente con la cima nascosta da qualche nuvola, sulla sua destra si vede poco più in basso la Becca di Nona.

Preannunciata dal rumore inconfondibile dell'acqua che scende a cascatelle si arriva alla sorgente che alimenta il ruscello che gorgoglia lungo il ripido pendio; subito dopo da un'ampia radura si vede verso ovest il Mont Fallère e la Punta Chaligne. Il sentiero divide a metà due tipi di vegetazione del sottobosco: a destra il ginepro che salendo di quota assume un andamento prostrato staccandosi sempre meno dal terreno, sulla sinistra l'uva orsina, pianta tappezzante dai vistosi frutti rossi.

Si rientra sulla strada dalla quale si gode di un bel colpo d'occhio sulla vallata che porta al Gran San Bernardo poi una cinquantina di metri più avanti all'altezza del tornante si riprende il sentiero dal quale si vede per la prima volta il tutto il suo splendore la conca di Aosta dominata dall'Emilius con sulla destra la piramide inconfondibile della Grivola.

Il fondovalle è percorso dal nastro argentato della Dora Baltea risalendo il quale con lo sguardo si scopre la mezzaluna boscosa dove di trova la riserva della Côte de Gargantua. Contro il cielo azzurro spicca il ghiacciaio del Flambeau con sulla destra il colle di Planaval. Della città spiccano i capannoni dell'acciaieria Cogne.

Si attraversano i pascoli ripidissimi ed esposti a meridione, poi, dopo essere passati a valle di una vasca intonacata che un tempo veniva utilizzata per l'irrigazione, si arriva in vista dell' alpeggio di Viou. Lo si raggiunge in breve dopo essere passati sotto le rovine dell'antico alpeggio di cui resta in piedi solo la parte più bassa dei muri perimetrali. Quello nuovo è anch'esso in buona parte crollato, rimane abitabile solo la casa dei pastori costruita negli anni trenta del novecento, con il tetto foderato recentemente in lamiera.

Alpeggio di Viou
Alpeggio di Viou

Croce Rosaire alle pendici della Becca di Viou (sentiero 105)
Croce Rosaire

Alpeggio Tza de Viou
Alpeggio Tza de Viou

Sotto l'alpeggio due vasche permettevano la raccolta di acqua ad uso irriguo, la più grande, sostenuta da un grande terrapieno spesso un paio di metri, era di circa 15 metri di lunghezza per 5 di larghezza, la più piccola sostenuta da un muro a secco si trova sopra una moderno abbeveratoio, poco gradevole alla vista, ricavato da tre vasche da bagno.

Il sentiero prosegue alle spalle dell'alpeggio sulla sinistra del fabbricato e sale dirigendosi verso levante in mezzo ad una bella prateria alpina punteggiata da qualche larice.

Occorre prestare attenzione e non farsi ingannare dall'ampio sentiero (segnavia 26D) che parte sulla destra dell'alpeggio e tagliando quasi in piano il pendio porta a Tzanté de Parleaz.

In estate i bovini brucano l'erba di un ampio semicerchio di prati circondato dal bosco, spiccano sul verde della vegetazione i mucchi di sassi grigi che generazioni di pastori hanno pazientemente ammucchiato per ampliare la superficie produttiva dell'appezzamento.

Bassorilievo ligneo esposto all'interno del Bivacco Penne Nere della Becca di Viou
Bassorilievo in legno

Fornello all'interno del bivacco Penne Nere
Angolo cottura

Cuccette all'interno del bivacco Penne Nere
Cuccette del bivacco Penne Nere

Dopo l'ennesima curva si sbuca sul poggio dove vi sono i fabbricati cadenti della Tza de Viou. Con il termine Tza si designa solitamente l'ultimo tramuto, quello posto più in alto e raggiunto per ultimo dalle mandrie. L'abitazione dei pastori è ancora in piedi, all'interno vi sono ancora gli scheletri di due letti in legno, i tetti della stalla sono parzialmente crollati ma resistono ancora alcune capriate che reggono le travi di larice ormai esposte alle intemperie. Anche qui vi era una vasca per la raccolta dell'acqua e un abbeveratoio a tre vasche datato 19.. costruito interamente in lastre di pietra.

A monte dell'alpeggio il terreno si fa più aspro, gli ultimi alberi isolati, larici e pini cembri, spuntano tra le rocce trasportate dagli antichi ghiacciai. Ogni tanto tra i cordoni morenici dove l'erosione ha lasciato del terreno più fine si aprono piccoli fazzoletti di verde che in estate sono tappezzati della flora alpina dai colori squillanti.

Con alcuni saliscendi ci si porta ai piedi dell'ultima rampa che precede il colle, nei pressi della Croce Rosaire. Qui il pendio ripido ed esposto è interamente coperto da un'erba dura e scivolosa che spunta a ciuffi, il sentiero sale con alcuni tornanti e una pendenza regolare che diminuisce solo negli ultimi minuti che precedono il colle. Raggiunto il colle e la palina segnaletica del sentiero intervallivo 105 si prosegue lungo il sentiero che porta alla becca di Viou, Dopo una cinquantina di metri si vede sulla destra il pianoro che ospita il bivacco Penne Nere.

Finestra del bivacco Penne Nere con vista sul Monte Emilius
Finestra con vista
sul Monte Emilius

Becca di Viou contenitore del libro di vetta
Becca di Viou
contenitore del libro di vetta

Il bivacco Penne Nere

Il bivacco è stato inaugurato il 16 luglio 2005, voluto dagli alpini di Roisan, Saint-Christophe e Valpelline e realizzato con il contributo della Regione Autonoma Valle d'Aosta e dai comuni di Roisan, Saint-Christophe e Valpelline è costruito interamente in legno con una base di pietra e il tetto in lamiera.

Dispone di 14 posti letto con materassi, coperte cuscini e coprimaterasso, due tavole da pranzo e un fornello, assicurato con catena e lucchetto alla bombola del gas.

A differenza della maggior parte dei nuovi bivacchi non ci sono pentole a disposizione degli escursionisti. L'acqua è di fusione, in estate si consiglia di portarla da valle e di fare rifornimento alla sorgente a monte della Tza de Viou o, salendo da Valpelline, al lago d'Arpisson.

Dalle finestre si gode di una vista invidiabile sulla Becca di Viou e sul Monte Emilius il cui nome ha una storia curiosa ...

Salita alla Becca di Viou

Consiglio a chiunque arrivi al bivacco di non perdere l'ascesa alla Becca di Viou che si raggiunge in una ventina di minuti e dalla quale la vista spazia sulla conca di Aosta e sulla valle del Gran San Bernardo. Sul basamento della croce che è fissata sulla cima si trova il contenitore del diario dell'alpinista dove anche gli escursionisti possono lasciare traccia della loro ascensione.

Bivacco Penne Nere dalla vetta della Becca di Viou
Bivacco Penne Nere
dalla vetta della Becca di Viou

Crocefisso sulla vetta della Becca di Viou
Crocefisso della Becca di Viou

Nelle giornate serene oltre alla catena di montagne che separa la Valpelline dalla valle di Saint Barthélemy si vedono i principali 4000 della Valle d'Aosta: verso ovest il massiccio del Monte Bianco con le Grandes Jorasses, poi in senso orario, si scorge la punta del Cervino alle spalle della becca di Luseney, il massiccio del Monte Rosa e, dall'altra parte della Dora Baltea i ghiacciai del Gran Paradiso.

Curiosità

Ogni anno il 29 giugno, giorno di San Pietro, si ripete sulla Becca di Viou e su diverse altre cime valdostane un'antichissima usanza.

All'imbrunire vengono accesi i fuochi di San Pietro che simbolicamente prolungano la durata del giorno che proprio in intorno a questa data comincia a calare.

Mentre il sole scende dietro dietro le montagne l'oscurità riempie le valli e poco a poco risale i ripidi versanti esposti a ponente.

Si attende il finire del giorno. Poi su alcune cime cominciano ad accendersi i fuochi. Prima esili e quasi impercettibili le fiamme ben presto divampano rilanciando di vetta in vetta un messaggio di orgoglio che unisce le genti di montagna salite a perpetuare una tradizione millenaria.

In alto il buio della notte è rotto solo dal luccicare delle stelle e dai pennacchi infuocati alimentati dagli uomini. Poi le fiamme calano, diventano brace. La luce dell'ultima pira traballa, si spegne.

Un altro anno è passato.

Panorama dalla vetta della Becca di Viou (vista nord est)
Panorama dalla Becca di Viou

Bibliografia:

Massimo Martini, Luca Zavatta, Rifugi e Bivacchi della Valle d'Aosta, Editrek & L'escursionista Editore, San Giovanni Lupatoto (VR), 2012 pag. 196. ISBN 978-88-904-096-6-0
Luca Zavatta, Gran San Bernardo, Valpelline e conca del Fallère, L’Escursionista Editore, Rimini 2004

Cartografia:

L’Escursionista Editore – Carta dei sentieri 5 – scala 1:25.000
Istituto Geografico Centrale – Foglio 5 – scala 1:50000

PAGINA DEL 16.11.2006
ULTIMO SOPRALLUOGO 17.05.2011
ULTIMO AGGIORNAMENTO 3.03.2012

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