André Navillod suona il Baghèt, cornamusa bergamasca
André Navillod

Fior di tomba

Il testo di questa canzone, diffusa e cantata sia in Italia che in Europa, ha dato origine nella prima meta del XX secolo alla canzone partigiana conosciuta come Bella ciao.

La melodia originale è in la bemolle maggiore ed stata trasportata in sol maggiore per renderne piu agevole l'esecuzione con gli strumenti tradizionali. Negli spartiti in formato PDF e PNG si trova la diteggiatura per l'organetto diatonico sotto la notazione musicale moderna.

Nelle prime due colonne è trascritto il testo originale, nel dialetto della collina di Torino, raccolto da Costantino Nigra. Nella terza colonna si trova la traduzione italiana dei versi.

FIOR DI TOMBA
Di là da cui boscage na bela fia a j’è; Al di la da quella boscaglia una bella ragazza c’è
2 so pare e sua mare la völo maridè. Suo padre e sua madre vogliono maritarla
A völo dè-i-la a ün prinsi fiöl d’imperadur. Vogliono darla a un principe figlio d’imperatore
4 - Mi vöi nè re nè prinsi fiöl d’imperadur; - io non voglio nè re nè principe figlio d’imperatore
déi- me cul giovinoto ch’a j’è ‘n cula përzun. Datemi quel giovanotto che è in quella prigione
6 - O fia dla mia fia, l’è pà ‘n partì da ti; o figlia la mia figlia non è un partito per te
Duman a úndes ure a lo faran mürì. Domani alle ore undici lo faranno morire
8 - S’a fan mürì cul giuvo, ch’a m’fasso mürì mi; Se fanno morire quel giovane che facciano morire (anche) me
Ch’a m’ fasso fè na tumba ch’a i sia d’ post për tri, che mi facciano fare una tomba che ci sia posto per tre
10 Ch’a i stago pare e mare, ‘l me amur an brass a mi. Che ci stiano padre e madre il mio amore in braccio a me
An sima a cula tumba piantran dle röze e fiur; in cima a quella tomba pianteranno delle rose e (dei) fiori
12 Tüta la gent ch’a i passa a sentiran l’odur; Tutta la gente che ci passa sentirà l’odore
Diran: - J’è mort la bela, l’è morta për l’amour Diranno – è morta la bella è morta per amore

(Collina di Torino. Cantata da contadine).

Testo e melodia tratti da Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, Torino 1888
Traduzione italiana di Gian Mario Navillod

Bibliografia:

Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, Torino 1888
Roberto Leydi con la collaborazione di Sandra Mantovani Cristina Pederiva, I canti popolari italiani 120 testi e musiche, Oscar Mondadori, Milano 1973
Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, Reprints Einaudi, Torino 1974

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8.08.2006

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