| Distanza progressiva | Tempo | Indicazioni | Lunghezza tratto |
| 0 km | 0h00 | Dall’uscita autostradale di Châtillon Saint Vincent si gira a sinistra e seguendo le indicazioni per Cervinia si raggiunge la rotonda dove inizia la strada regionale per Breuil-Cervinia | 1.800 km |
| 1.800 km | 0h05' | Alla rotonda girare a destra seguendo le indicazioni per Breuil-Cervinia | 24.300 km circa |
| 26.100 km circa | 0h45' | Oltrepassare il paese di Valtournenche e raggiungere la centrale idroelettrica di Perrères. Si prosegue lungo la strada regionale e dopo il lungo rettilineo, superati due tornanti si gira a sinistra verso il torrente seguendo le indicazioni per la pesca sportiva. Si lascia l’auto prima del ponte a lato della strada sterrata. | - |
La ferrata di Vofrède è una delle più facili e forse la meno conosciuta di quelle presenti in territorio valdostano.
Eppure i panorami mozzafiato che offre durante la salita e la discesa nell’incantevole vallone di Cignana ricco di splendidi laghi garantiscono ricordi indimenticabili.
L’itinerario ideale, se in possesso di un buon allenamento, prevede la salita della ferrata di Vofrède, l’ascensione al Mont Rous, la discesa al rifugio Perucca Vuillermoz e il rientro all’auto passando per la Finestra di Cignana.
Si attraversa il ponte sul torrente Marmore e si gira a destra seguendo la strada sterrata che porta alla pesca sportiva. Una ventina di metri dopo l’entrata della pesca sportiva si imbocca sulla sinistra il sentiero largo un'ottantina di centimetri che sale il largo vallone solcato dal torrente Créton. Al primo bivio si prosegue diritti fino ad incontrare la palina della segnaletica dei sentieri.
Ai piedi della pareti rocciose il tracciato piega a sinistra e dopo aver attraversato il torrentello che scende dello Château Des Dames si dirige verso lo sperone di Vofrède con un tratto scalpellato nella roccia viva lungo una decina di metri.
Si prosegue sul facile sentiero fino a raggiungere il bivio dal quale si stacca sulla sinistra la traccia verso il ghiacciaio di Vofrède. Si segue il sentiero di destra che sale dritto sul filo della morena e dopo alcune piccole curve tra i sassi si interrompe all'inizio della ferrata.
Si parte percorrendo una decina di metri esposti ma con una magnifica vista sul Cervino, poi si entra nel vallone e mantenendosi vicino alla cresta si prosegue per roccette inframmezzate da ciuffi d’erba.
Le pendenza diminuisce di molto, poco dopo la ferrata si interrompe, si attraversa un praticello tappezzato da vegetazione nana per poi riprendere l’ascensione con un breve passaggio alto un paio di metri dove occorre posare le mani sulla roccia per mantenere l'equilibrio.
Seguono diverse altre interruzioni a cui si alternano tratti di ferrata sempre facile e spesso su roccia molto coricata.
A circa 2800 si arriva ad un piccolo terrazzino con vista sul ghiacciaio di Vofrède poi la ferrata riprende con un tratto verticale ma molto facile e prosegue su rocce rotte e dalla pendenza modesta.
Dopo il secondo terrazzino panoramico la ferrata ricomincia con brevissima placca attrezzata con due gradini, poi si attraversa una zona di rocce rossastre, ricche di ferro, dove sono state fissate alcune catene e si scavalca una profonda spaccatura della roccia.
Croce di vetta e altare
del Mont Rous
Dopo poche decine di metri di dislivello la ferrata termina e si arriva al pianoro sotto il Castelletto Whymper. Dall'altra parte della valle si vedono le acque azzurre della diga del Goyet dominate dai ghiacciai che scendono della Gobba di Rollin.
Dal pianoro è ben visibile verso sud il colle di Vofrède, dietro il quale si vede in lontananza la punta Cian (Tzan).
Ci si dirige verso di esso attraverso la pietraia seguendo i segnavia gialli ed alcuni ometti. Dal colle si scende verso il Gran Lago seguendo alcune tracce di sentiero e poi direttamente sugli sfasciumi che diventano via via più grossi fino a raggiungere la sponda Est dell’invaso. Qui vi sono due scelte possibili: o percorrere il muro di contenimento del bacino per poi dirigersi verso un piccolo rudere dal tetto sfondato che si vede sulla sinistra (la strada più agevole ma leggermente più lunga) oppure proseguire in direzione est costeggiando i due laghi sui dossi montonati fino ad arrivare al rifugio.
Se si sceglie la soluzione più facile arrivati alla casetta abbandonata si segue il piccolo sentiero che fa da balconata sulla diga di Cignana. Dopo essere passati ai piedi di un panettone roccioso ci si immette nell’ampio sentiero che sale da Cignana e in breve si raggiunge la terrazza del Rifugio Perucca Vuillermoz.
Dal rifugio si scende lungo il sentiero che serpeggia tra le rocce montonate fino al bivacco Manenti (segnavia 6, altavia 3), una suggestiva costruzione posata sopra il lago di Balanselmo. Al suo interno vi sono due comodi posti letto, se gli ospiti sono più numerosi è consigliabile salire fino al locale invernale del rifugio Perucca Vuillermoz
Si prosegue scendendo lungo i ripidi tornanti che passano a fianco della cascata formata dall'emissario del lago di Balanselmo. Sulla destra si incontra la Barma del Gargantua che merita la citazione nella raccolta di arte alpina valdostana.
Con un lungo tratto in mezzacosta ci si porta in vista dell'alpe Chevalley. Dopo averla raggiunta si prosegue per un breve tratto lungo la sterrata che sale verso il colle della Finestra di Cignana fino ad incontrare, vicino ad un masso, l'inizio del sentiero che porta al colle.
Raggiunta la sella si scende lungo il sentiero 107 tenendo la sinistra fino ad arrivare al bivio dal quale si stacca il sentiero per il rifugio Lo Riondé, lo si percorre fino all'intersezione con il tratto percorso all'andata oppure, in vista del parcheggio, si imbocca uno dei sentierini che portano verso la cava e il fondovalle dai quali si raggiunge agevolmente l'auto.
andata 0h20,
ritorno 0h15.
Dal pianoro dove finisce la ferrata è ben visibile verso sud il colle di Vofrède, dietro il quale spunta la punta Cian (Tzan). Ci si dirige verso di esso attraverso la pietraia seguendo i segnavia gialli ed alcuni ometti.
Non appena raggiunto il valico si sale la cresta del Mont Rous seguendo un sentierino che ben presto si perde tra la pietraia. Dopo aver superato senza alcuna difficoltà delle roccette rotte si ritrova il sentiero che porta in breve alla cima: un ampio pianoro cosparso di piccoli sassi che domina la Valtournenche.
Dalla croce si vede bene tutta la conca del Breuil, la diga del Goillet, e dietro la gobba di Rollin le cime del Monte Rosa.
Verso sud si osserva un ampio tratto della diga di Cignana, dietro di essa si staglia contro il cielo punta Cian (Tzan) con il ghiacciaio della Roisetta e il lago omonimo.
Verso ovest si scorge il rifugio Perucca Vuillermoz, il lago del Dragone e poco più in basso il Gran Lago. Ancora più in basso scintilla il lago di Balanselmo con a destra la piccola costruzione a botte del Bivacco Manenti.
Nel 1981 l’oratorio di Lissone ha assemblato la singolare croce del Mont Rous. Essa è formata da una ventina di pezzi d’acciaio, con sezione a “C”, lunghi 40 centimetri, che sono stati imbullonati a formare una croce alta tre metri circa.
Luca Zavatta, Le valli del Cervino, L’Escursionista Editore, Rimini 2005
L’Escursionista Editore – Carta dei sentieri 7 Valtournenche Monte Cervino Val d'Ayas ovest – scala 1:25.000
Istituto Geografico Centrale – Foglio 5 Cervino–Matterhorn e Monte Rosa – scala 1:50000
Comunità Montana Monte Cervino – Foglio 1 Alta Valle – scala 1:25.000
SOPRALLUOGO DEL 27.07.2005
PAGINA DEL 17.06.2008
ULTIMO AGGIORNAMENTO 12.08.2012
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