Difficoltà: escursionistica

Escursione invernale
al Rifugio Walter Bonatti 2025 m

VERSIONE ESTIVA

Dal piazzale di Planpincieux 1580 m circa

MAPPA OSM: RAPIDA DINAMICA

MAPPA REFUGES.INFO: RAPIDA DINAMICA

MAPPA DI GOOGLE TRACCIA GPS (.GPX)

partenza: 1580 m circa
arrivo: 2025 m
dislivello: 450 m circa

andata: 2h00
ritorno: 1h45
totale: 3h45

Segnavia: assente, 28.

Tratti difficili: no.
Tratti esposti: no.
Ombra: sì.

pericolo caduta massi: no.

Periodo consigliato:
inverno.

Da vedere:
le Grandes Jorasses,
il ghiacciaio di Frébouge.

Itinerari collegati:
Il Rifugio Bonatti in estate,
Il Rifugio Barbustel invernale,
Il Rifugio degli Angeli.

Attenzione: in questo itinerario vi sono dei toponimi equivalenti.

Accesso al punto di partenza:

Uscita autostradale: Tunnel del Monte Bianco Entrèves
Distanza dal casello autostradale: 3.600 km circa
Avvicinamento in auto dal casello autostradale: 0h05' circa

Distanza progressiva Tempo Indicazioni Lunghezza tratto
0 km 0h00 Dall'uscita autostradale si prosegue verso il Tunnel del Monte Bianco 0.500 km
0.500 km 0h01' Arrivati al tornante di Entrèves si esce dalla statale a destra e subito dopo si gira a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Ferret. Si prosegue fino al parcheggio in loc. Planpincieux dove finisce la strada (in inverno). 3.100 km circa

Parcheggio e inizio del sentiero
Parcheggio e inizio del sentiero


Oratorio

Introduzione

Il Rifugio Bonatti sorge ai piedi delle Grandes Jorasses, proprio di fronte al magnifico ghiacciaio di Frébouge. È di facile accesso, lo si raggiunge in un paio d'ore di piacevole passeggiata prima sul fondo della Val Ferret poi risalendo sulla sinistra orografica.

La struttura è accogliente, pulitissima e panoramica, i gestori accolgono i visitatori con garbo e cortesia.

Non vi sono strade sterrate che portano al Rifugio, ci si trova è immersi nel silenzio, ai piedi del massiccio del Monte Bianco, in compagnia di turisti che arrivano dai quattro angoli del globo e che imparano, in questo rifugio, i principi dell'educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile.

Descrizione

La prima parte di questa escursione si sviluppa lungo la strada che in estate risale la Val Ferret. Dopo aver parcheggiato l'auto ci si dirige verso l'inizio della pista di fondo e tenendosi a fianco del tratto battuto si comincia a risalire la valle.

Fabbricati lignei ristrutturati nella Val Ferret
Fabbricati lignei ristrutturati

La Dora di Ferret in inverno
La Dora di Ferret in inverno

La pendenza del tracciato è sempre dolce, si lascia sulla sinistra un piccolo oratorio, si oltrepassano gli abitati di Pont, Tronchey e Praz Sec.

Sulla destra di vedono alcuni fabbricati rurali in legno che sono stati ristrutturati con gusto e rispetto, alle loro spelle alcuni larici segnano il passare delle stagioni: spogli in inverno, con gli aghi verde chiaro che crescono piano piano in primavera, in estate la loro ombra profumata ripara dai raggi cocenti del sole, poi in autunno, dopo le prime gelate, sembra si incendino, per pochi giorni il giallo, il verde e l'arancio illuminano i rami dei larici, poi tutto vira al rosso mattone e i gli aghi scendono malinconici quasi a proteggere il terreno ed i tetti dal gelo crudo dell'inverno, prima che arrivi la neve.

Le acque della Dora di Ferret che in estate scendono bianche di schiuma ora gorgogliano tra le sponde innevate, la pace dell'inverno ha contagiato anche loro, con l'arrivo della primavera riprenderanno a scorrere tumultuose ma ora scendono placide e senza fretta verso il fondo valle.

Guardando di fronte a sé, oltre i larici, si vedono le dolci montagne coperte di neve che ci separano dalla Svizzera, volgendo il capo a sinistra invece, si vedono aspre cime del massiccio del Monte Bianco che schizzano verso l'alto con i loro ghiacciai pensili e le loro cime aguzze.

Inizio sentiero per il Rifugio Bonatti in inverno
Inizio sentiero per il Bonatti

Locale invernale del Rifugio Bonatti (esterno)
Locale invernale del Bonatti

A Lavachey si lasciano le ultime aree di ristoro che promettono sdraio, cioccolate e le ghiotte specialità della nonna, calde e zuccherose.

Si prosegue per un poco lungo la pista di fondo poi questa gira sulla sinistra e con essa si lascia l'ultimo pezzo di civiltà. Rimane la neve soffice che attutisce ogni rumore.

Dopo due tornanti, poco prima del ponte sul torrente Malatrà, si incontrano le indicazioni per il rifugio Bonatti. Si lascia la strada per entrare nel bosco di larici.

Seguendo le indicazioni del cartello si percorrono i primi metri in leggera salita poi, dopo le prime curve, la pendenza si accentua e il passo rallenta.

Sulla sinistra tra le conifere e i cespugli del sottobosco si indovina il corso del torrente che in estate scende impetuoso mentre in inverno si sente appena.

La pista forestale è larga un paio di metri, ai lati del tracciato, sotto le conifere, crescono alcuni ontani bassi e in estate spiccano le bellissime fioriture rose degli epilobi. In circa mezz'ora si arriva al bivio per il rifugio, si lascia la pista che continua verso sud e si imbocca il sentiero largo una sessantina di centimetri che sale ai piedi degli ultimi larici.

Grandes e Petites Jorasses dal Bonatti
Grandes e Petites Jorasses dal Bonatti

Il tavolo del locale invernale
Il tavolo del locale invernale

I letti del locale invernale
I letti del locale invernale

Tra i rami appaiono scorci mozzafiato sulle guglie del massiccio del Monte Bianco. Proprio dall'altra parte della Val Ferret, è sospeso il ghiacciaio di Frébouge, con la parte alta coperta di neve bianchissima che contrasta con il cielo blu.

Uscendo dal bosco si vede il tetto del rifugio, proprio ai piedi della Tête Entre Deux Sauts, una montagna alta 2729 metri alla quale la carta tecnica regionale, con decisione audace, ha recentemente cambiato il nome ribattezzandola Tête Entre Deux Sex che in francese suona come “testa tra due sessi”.

Si prosegue arrivando al dosso dal quale si vede la vetta del Monte Bianco, l'Aguille Noire du Peterey e in lontananza il ghiacciaio del Miage dalla inconfondibile forma a ferro di cavallo. Ancora pochi minuti e si raggiunge il rifugio, proprio di fronte alle Grandes Jorasses.

Curiosità

I rifugi in Italia sono di norma intitolati a persone defunte che i viventi intendono in tal modo onorare e ricordare.

Panorama a Nord dal locale invernale
Panorama a Nord dal locale invernale

Le ciabatte all'entrata del locale invernale del Bonatti
Le ciabatte all'entrata
del locale invernale del Bonatti

Il ghiacciaio di Frébouge dal locale invernale del Bonatti
Il ghiacciaio di Frébouge

L'unica eccezione che io conosca a questa consuetudine è rappresentata dal Rifugio Bonatti, intitolato al famoso alpinista Walter Bonatti e inaugurato nel 1998. Nella pagina principale del sito del rifugio è pubblicato un messaggio autografo di questo fortissimo scalatore che ha visitato il “suo rifugio” nell'agosto del 2000.

Curiosità

La gestione del rifugio Bonatti cerca di limitare al massimo l'impatto sull'ecosistema montano, per diminuire l'uso dei mezzi meccanici il pane viene cotto di volta in volta in cucina e grazie alla raccolta differenziata per tre mesi all'anno si riesce a produrre compost anche a 2000 metri di quota.

Bibliografia

Massimo Martini, Luca Zavatta, Rifugi e Bivacchi della Valle d'Aosta, Editrek & L'escursionista Editore, San Giovanni Lupatoto (VR), 2012 pag. 146. ISBN 978-88-904-096-6-0
Massimo Martini, Tracce Lievi, escursionismo con racchette da neve in Valle d'Aosta, Martini Multimedia Editore, Saint Vincent 2007, pag. 160
Luca Zavatta, Le valli del Monte Bianco, L’Escursionista Editore, Rimini 2004, pag. 45

Cartografia

L’Escursionista Editore – Carta dei sentieri 1 – Monte Bianco Courmayeur – scala 1:25.000
Istituto Geografico Centrale – Foglio 4 – Massiccio del Monte Bianco – scala 1:50.000
Comunità Montana Valdigne Mont Blanc – I sentieri – scala 1:50.000

SOPRALLUOGO DEL 14.12.2006
PAGINA DEL 17.12.2008
ULTIMO AGGIORNAMENTO 30.04.2012

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