Difficoltà: escursionistica

Escursione al Bivacco Chentre Bionaz sotto la Becca di Luseney

Dalla strada per la diga di Bionaz

MAPPA OSM: RAPIDA DINAMICA

MAPPA REFUGES.INFO: RAPIDA DINAMICA

MAPPA DI GOOGLE TRACCIA GPS (.GPX)

partenza: 1698 m
inizio sentiero: 1620 m
arrivo: 2530 m
dislivello in salita: 900 m circa

andata: 2h45
ritorno: 2h00
totale: 4h45

Segnavia: 14.

Da vedere: il bivacco e le opere d'arte dell'artista olandese Arjen Bakermans.

Itinerari collegati: il Rifugio Barbustel, la Via ferrata di Valtournenche.

Parcheggio sulla strada per la diga di Bionaz
Parcheggio

Cappella di Puillayes
Cappella di Puillayes

Casa rurale del 1844 a Puillayes
Casa rurale del 1844 a Puillayes

Introduzione

Questa bella escursione porta ad un bivacco che è di per se stesso un'opera d'arte. All'interno e sulla facciata si possono ammirare alcune opere dell'artista olandese Arjen Bakermans, il promotore della costruzione.

Descrizione

Dopo aver parcheggiato l'auto sul bordo della strada che porta alla diga di Place Moulin si scende lungo la sterrata seguendo le indicazioni per il Bivacco Chentre Bionaz e l'Alpeggio Prà de Dieu.

Si oltrepassano i fabbricati di La Ferrere, quelli di Poujllayes (Sic), poi si attraversa il ponte sul torrente Buthier e dopo un ultimo sguardo alla cappella che sorge sul dosso vicino si arriva ad una casa monumentale.

Il trave di colmo è datato 1844 e proprio a fianco inizia il sentiero per il bivacco. È una costruzione molto interessante: la parte verso il torrente è costruita in pietra, quella a monte in legno di larice.

Il tetto è coperto da scandole di larice, una copertura inconsueta in Valle d'Aosta ed ha ceduto in più punti. L'interno è in precarie condizioni di manutenzione ed alcune parti della costruzione sono state asportate. Il grande volume interno è ancora più impressionante proprio perché privo di alcuni solai.

Non appena si entra nel bosco, a pochi minuti da questa splendida costruzione, si nota sulla sinistra il ripido sentiero con il bolli di vernice rossa che porta alle opere di presa della centrale idroelettrica: è il primo tratto della direttissima per il bivacco Chentre Bionaz, un sentiero riservato ad escursionisti esperti finché gli uffici preposti non provvederanno alla posa dei bolli della segnaletica.

Chi desidera percorrerlo, lo fa a suo rischio e pericolo. Attenzione:il tratto compreso tra le opere di presa ed il sentiero 14 nel vallone di Arbierès NON è segnalato, NON è tracciato e nella parte bassa attraversa tratti esposti e pericolosi. Una caduta all'inizio delle placche rocciose può avere conseguenze mortali.

Inizio direttissima
Inizio direttissima

Cancello sul sentiero per il bivacco Chentre Bionaz
Cancello sul sentiero
per il bivacco Chentre Bionaz

Il sentiero ufficiale per il bivacco prosegue verso sud alternando tratti in piano a tratti dalla pendenza modesta, di tanto in tanto il bosco è interrotto da una parete rocciosa o da una suggestiva radura.

In cima ad una breve salita un cancello in legno impedisce ai manzi di scendere nel fondovalle, una cartello gentile invita in tre lingue a richiuderlo dopo essere passati.

Nei pressi del torrente si abbandona il sentiero che sale all'interno della Comba des Montagnayes per dirigersi verso sinistra e valicare il piccolo colle che dà accesso al vallone parallelo della Comba des Arbières.

È una zona molto ricca d'acqua, più volte il sentiero attraversa zone umide nelle quali il chiacchiericcio allegro dei ruscelli è attutito da morbidi cuscini di muschio.

In corrispondenza dell'attraversamento del torrente che solca il vallone Des Arbiéres occorre prestare attenzione: le valanghe possono aver cancellato sia il sentiero che i bollini segnavia. Si consiglia di risalire per un breve tratto il corso d'acqua fino ad individuare sulla destra orografica il segnavia giallo posto all'inizio della zona che non è interessata della valanga.

A pochi distanza dal fondovalle si passa a fianco di un suggestivo laghetto costruito dagli alpigiani per uso irriguo, vi si getta un piccolo ruscello, l'acqua rumoreggia tra i sassi poi si spande placida all'ombra dei larici. È in questo punto che la direttissima si unisce al sentiero 14.

Alpe Praz de Dieu
Alpe Praz de Dieu
sul sentiero per il bivacco Chentre Bionaz

Inizio costruzione del bivacco Chentre Bionaz - agosto 2009
Costruzione del bivacco Chentre Bionaz
8 agosto 2009

Arrivo al bivacco Chentre Bionaz
Arrivo al bivacco

Seguendo i bolli gialli si prosegue in direzione dell'alpeggio Praz de Dieu (2290 m). Nella prateria alpina, durante il mese di luglio spiccano tra le altre le fioriture rosse dei rododendri e quelle bianche dei gigli di monte.

Poco sopra l'alpeggio Praz de Dieu ormai completamente diruto ci si immette nel vallone del Mont Dzalou ed all'ombra di una grande parete rocciosa ci si inerpica sugli stretti tornati che portano in breve al bivacco. Superato il colletto, dopo poche decine di metri di cresta si accede al bivacco Chentre Bionaz.

Il bivacco Chentre Bionaz

Il bivacco Chentre Bionaz è nato grazie al sogno di un artista Arjen Bakermans che negli anni 70 del XX secolo scoprì le Alpi valdostane.

Nel 2003 si propose di costruire un piccolo bivacco tra le montagne ed il 28 luglio 2010, grazie ad uno impegno transfrontaliero, il suo sogno è stato ufficialmente inaugurato.

La storia del bivacco è raccolta nel sito ufficiale: http://www.bivacco-valpelline.nl/

Angolo cottura del bivacco Chentre Bionaz
Angolo cottura

Cuccette del bivacco Chentre Bionaz
Cuccette del bivacco Chentre Bionaz

Finestra artistica del bivacco Chentre Bionaz
Finestra artistica del
bivacco Chentre Bionaz

Opere d'arte all'interno del bivacco Chentre Bionaz
Opere d'arte nel bivacco Chentre Bionaz

Curiosità

Luca Zavatta, il famoso scrittore di guide escursionistiche, l'unico che abbia percorso tutti i sentieri della Valle d'Aosta, nel suo libro edito nel 2004 scriveva “occorrerebbe un bivacco fisso all'alpe Praz de Dieu”.

Sette anni dopo il suo desiderio, e quello di numerosi alpinisti, è stato realizzato.



La direttissima

Difficoltà: escursionisti esperti

Ponte su torrente Des Arbiéres e vallone della Sassa
Ponte su torrente Des Arbiéres
e vallone della Sassa

Chi desidera evitare i lunghi tratti quasi pianeggianti del sentiero 14 può percorrere la direttissima.

E un sentiero dall'inizio ripido, che inizia a pochi minuti di cammino dal grande fabbricato ottocentesco, segnalato da numerosi bolli di vernice rossa.

Porta alla presa della centrale idroelettrica di Valpelline, un edificio che sembra tratto da un'illustrazione di fantascienza tanto è avulso dalla stretta gola rocciosa in cui è costruito. Un fabbricato che da solo vale l'escursione.

Attenzione:il tratto compreso tra le opere di presa della centrale idroelettica ed il sentiero 14 nel vallone di Arbierès NON è segnalato, NON è tracciato e nella parte bassa attraversa tratti esposti e pericolosi. Una caduta all'inizio delle placche rocciose può avere conseguenze mortali ed è pertanto riservato ad escursionisti esperti consci dei pericoli che corrono percorrendo la direttissima.

Dopo la partenza che presenta un primo tratto abbastanza ripido, il sentiero attraversa alcune radure amene, nelle quali non è infrequente osservare gli abitanti del bosco al pascolo. Si prende quota tra la prateria fiorita ed il fresco bosco di larici, dall'altra parte della vallata appare lentamente la parte inferiore del vallone della Sassa dove si può ancora visitare una delle tante stalle d'alpeggio valdostane costruite sotto terra per ripararle dalla caduta delle valanghe. Nella testata del vallone, nascosto tra le montagne, a quasi tremila metri sorge il Bivacco della Sassa.

Si procede su un sentiero esile, a volte per essere sicuri di essere sull'itinerario corretto occorre individuare tra la vegetazione i bolli di vernice rossa tracciati dagli operai che curano la manutenzione degli impianti idroelettrici. Pochi minuti a valle dalle opere di captazione si attraversa il torrente su di un ponte in ferro piegato dalla forza delle acque. Si arriva poi al grande terrazzo panoramico dal quale si accede alla galleria sotterranea che conduce le acque della diga di Bionaz alla centrale idroelettrica di Valpelline.

Galleria dell'impianto idroelettrico
Galleria dell'impianto idroelettrico

Opera di presa sulla direttissima per il bivacco Chentre Bionaz
Opera di presa centrale Valpelline

Consiglio a tutti di percorrere la corta deviazione sulla destra che porta all'interno del vallone: in pochi minuti si raggiunge l'opera di presa che pare quasi un'astronave o una base spaziale costruita all'interno del vallone roccioso solcato dal torrente Des Arbiéres.

Dal terrazzo panoramico inizia il tratto riservato agli escursionisti esperti. Si supera l'entrata della galleria e ci si arrampica tra le placche rocciose risalendo il versante che dopo alcune decine di metri si fa meno ripido. Nel primo tratto l'ostacolo principale è dato dalla fascia rocciosa che si trova a monte del terrazzo, poi il pendio diventa più dolce e occorre camminare tre l'erba alta ed il bosco fitto risalendo il vallone tra pietraie e tracce esili di sentiero. Consiglio di tenersi sulla sinistra, dove la vegetazione è meno intricata.

All'uscita del bosco, nel pressi di un piccolo lago artificiale utilizzato un tempo per l'irrigazione ci si immette sul sentiero 14 che conduce al bivacco Chentre Bionaz.

Per percorrere il dislivello tra i 1985 metri di quota delle opere di presa ed i circa 2100 metri di quota dove ci si immette sul sentiero 14 si impiegherebbero una ventina di minuti se il sentiero fosse tracciato, nelle condizioni in cui si presentava nell'estate 2010 è opportuno prevederne almeno il doppio.

Bibliografia

Massimo Martini, Luca Zavatta, Rifugi e Bivacchi della Valle d'Aosta, Editrek & L'escursionista Editore, San Giovanni Lupatoto (VR), 2012 pag. 192. ISBN 978-88-904-096-6-0
Luca Zavatta, Gran San Bernardo, Valpelline e conca del Fallère, L’Escursionista Editore, Rimini 2004, pag. 220

Cartografia

L’Escursionista Editore – Carta dei sentieri 6 – Valpelline Saint-Barthélemy – scala 1:25.000
Istituto Geografico Centrale – Foglio 5 – Cervino–Matterhorn e Monte Rosa – scala 1:50.000

PAGINA DEL 4.07.2010
ULTIMO AGGIORNAMENTO 30.04.2012

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Quest'opera di Gian Mario Navillod distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.

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