Tarassaco – Taraxacum officinale

Fioritura di Taraxacum officinale
Fioritura di Taraxacum officinale

Nome italiano:

Cicoria dei prati, Dente di Leone, Piscialetto, Tarassaco

Nome scientifico:

Taraxacum officinale

Descrizione e curiosità:

Taraxacum officinale raccolto
Taraxacum officinale raccolto

Come ricorda il nome latino il tarassaco è una pianta dalle numerose virtù medicinali. Viene utilizzato come stimolante per il fegato, diuretico e depurativo del sangue. È comune in Valle d'Aosta dal fondovalle alle praterie alpine dove si possono vedere fioriture spettacolari. Con gli steli che reggono i fiori i bambini ricavavano un tempo delle trombette e ancor'oggi quando i semi sono maturi pochi bimbi resistono alla tentazione di soffiare nell'aria quei minuscoli paracadute.

Raccolto in primavera è ottimo in insalata, lo si accompagna tradizionalmente con uova sode tagliate a pezzetti e lo si condisce con olio di noce.

Taraxacum officinale
Taraxacum officinale

Non appena le giornate si allungano e il colore dei prati passa dal giallino spento delle erbe morte al verde brillante dei nuovi steli nei pascoli valdostani cominciano a vedersi le schiene curve e le terga sollevate delle signore intente nella raccolta della cicoria.

Questa vecchia tradizione nacque quando la fame aguzzava l'ingegno ed era gioco forza sfruttare ogni possibile fonte di cibo per riempire la pancia. Ora è divenuta un passatempo per ghiottoni e una deliziosa cura disintossicante per gli organismi sedentari appesantiti dalle troppe calorie ingurgitate durante l'inverno.

Il Tarassaco è comune nei pascoli dal fondovalle alle praterie alpine. Una pianta affine, il Taraxacum alpinum, riesce a sopravvivevere tra pietraie e scarpate franose dai 1500 ai 2800 metri di quota.

Come fare una buona insalata di Tarassaco

Taraxacum officinale pulito
Taraxacum officinale pulito

Non appena spuntano i primi germogli del Tarassaco ci si reca nei pascoli dove non sia più visibile il concime sparso nell'autunno precedente, si scelgono le cicorie più piccole e tenere, poi infilando la lama del coltello nel terreno con un gesto circolare si recide la radice a qualche centimetro di profondità.

Dopo aver estratto la pianta si asporta la parta esterna della radice, si mondano le foglie marce o danneggiate e si lava molto bene in acqua corrente la parte commestibile. Si condisce con sale olio e aceto aggiungendo le uova sode tagliate a piccoli pezzi.

Tradizionalmente nel condimento si usa l'olio di noce, chi ne fosse sprovvisto più oggiungere nell'insalata qualche gheriglio di noce spezzettato per ricordarne il sapore.

Semi di Taraxacum officinale
Semi di Taraxacum officinale

Bibliografia

Aldo Poletti, Fiori e piante medicinali, ed. Musumeci, Quart (AO) 2004
Aldo Poletti, Fernanda Von Niederhäusern Terrani, Erbe selvatiche, Edizioni Fontana, Pregassona (Svizzera) 2003
Maria Teresa Della Beffa, Fiori di montagna, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1998
Aldo Poletti, Fiori ed Erbe salute e bellezza dell'uomo, ed. Musumeci, Aosta 1978

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21.08.2006

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