Sylvie

André Navillod suona il Baghèt, cornamusa bergamasca
André Navillod

Questa canzone è stata pubblicata in Valle d'Aosta per la prima volta nel Messager Valdôtain del 1921. Appartiene al filone delle canzoni pastorali. Come scriveva Julien Tiersot nei primi anni del 1900, “la maggior parte (di queste canzoni ndr) costituisce dei piccoli quadretti di vita vissuta ... basati su una sola situazione: quella della pastora alle prese con qualche corteggiatore. Se il corteggiatore è un pastore, generalmente l'intesa è parfetta, ... Se è un signore o un forestiero, il risultato è mutevole secondo le circostanze: talvolta il seduttore sa trovare delle motivazioni sufficienti per convincere la pastora ad ascoltarlo, più spesso la pastora gli resiste e si prende gioco dell'importuno.”

“A questo ultimo gruppo appartiene una canzone di cui esiste un numero considerevole di varianti dialettali, quella della pastora che si finge sciocca e risponde nel suo dialetto alle belle parole del forestiero: scherzo che si rinnova dal medioevo, e che ottiene sempre il più gran successo negli ambienti popolari”

Di questa canzone intitolata “La Bergère et le monsieur” Tiersot pubblica tre versioni dal testo nettamente più brioso di quello valdostano: le lezioni Dauphinoise con la variante savoiarda, Briançonnaise e delle Hautes-Alpes, quest'ultima senza melodia.

Anche il testo pubblicato su Le Messager Valdôtain è privo di melodia. La canzone riporta il dialogo tra il pretendente che dopo sette strofe di convenevoli arriva alla domanda cruciale “sei fidanzata?” e Sylvie che dalla prima all'ultima strofa da delle risposte talmente fuori dal mondo da smontare anche il più eccitato dei satiri. All'undicesima strofa lui le fa regolare domanda di matrimonio e lei risponde che ne parlerà con la mamma e il Signor Curato (scritto in maiuscolo nell'originale) e per il futuro matrimonio ipotizza un menù a base di montone e brossa (3).

La melodia del 1932 in si bemolle maggiore è stata trasportata in sol maggiore.

SYLVIE SYLVIE
CHANSON POPULARIE VALDOTAINE CANZONE POPOLARE VALDOSTANA
I. I.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
- Bondzor, mon bo Mossieu! Buongiorno mio bel signore
Que fais-tu, ma Sylvie, dans ces lieux affreux? (bis) Che fai tu mia Sylvie in questi luoghi orribili? (bis)
Dze feulo ma colègne, Filo la mia canocchia
Dze vardo me maouton; Custodisco le mie pecore
et quan la nët s’approtse m’en vò a meison. (bis) E quando la notte si avvicina me ne vado a casa
II. II.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
Que fais-tu dans ces lieux? Cosa fai in questi luoghi
Pour toi qui es si jolie Per te che sei così graziosa
Quel sort si malheureux! Che destino infelice
Que t’ë que vo me dete? Cosa mi state dicendo
Cen vo regarde pà! Ciò non vi riguarda
N’y praou atot me betse Ne ho a sufficienza con le mie bestie
Et mon bocon de prà. E il mio pezzo di prato
III. III.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
Ah! Ne te fâche pas! Ah non arrabbiarti
Oh! Je t’en supplie, Oh te ne supplico
Sylvie, écoute moi! Sylvie ascoltami
Mè dz’i deut cen per rie; Io ho detto ciò per scherzo
Vò, prende pe dabon. Voi l’avete preso sul serio
Lo rodzo me vat miou Il rosso preferisco
Que lo cllier di tsanon. Al liquido del tsanon (1)
IV. IV.
Le jus de la treille! Il succo della vite
C’est une liqueur E un liquido
Qui fait chanter merveille Che fa cantare meraviglie
Et réjouit le coeur! E rallegra il cuore
Un cou, i me l’an deulo; Un volta me l’hanno detto
I me vint in devan: adesso mi viene in mente
Quan papa l’ëtse pion Quando papà si ubriacò
S’est etaoulà i tsan! Si sdraiò nel campo
V. V.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
Qu’as tu dans ton jardin? Cos’hai nel tuo giardino
As tu des ancolies, Hai delle aquilegie
Des porreaux et du thym? Dei porri e del timo
Dz’i de belle s-andive Ho delle belle indivie
Et de jouli porrò, E dei bei porri
Et quan dz’evio le prie E quando annaffio le aiuole
Betto le sabò. Metto i sabò
VI. VI.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
As-tu en basse cour Hai nell’aia
Des poules qui pépient Delle galline che chiocciano
Dès le point du jour? Dall’alba
Dz’i un moë de polaille; Ho un sacco di galline
N’at dose atot lo pou! Ce ne sono dodici attorno al gallo
Fan le-ou su la paille Fanno le uova sulla paglia
Din un tsaven nou. In un cestino nuovo
VII. VII.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
N’as tu pas des lapins Non hai mica dei conigli
Broutant l’herbe fleurie Che mangiano l’erba fiorita
Dès le bon matin? Di buon mattino
Dz’i incò euna couvëre Ho anche una chioccia
Avoue trèse pedzin; Con tredici pulcini
Euna cobla de pine Una coppia di galline
Et chouë porsolin. E sei porcellini
VIII.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
Quels sont tes amusements? Quali sono i tuoi divertimenti
Toi qui es si jolie Tu che sei così bella
N’as tu pas des amants? Non hai degli amanti
Si pà cen que vo dete! Non so cosa diciate
Que t’ë que le s-aman? Cosa sono gli amanti
Jamë la mina mamma Mai la mia mamma
Me n’at fét semblan. Me ne ha parlato
IX.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
Ignores-tu cela? Ignori tu ciò
Tandis que toute fie Mentre ogni ragazza
Pense qu’à cela? Non pensa che a ciò
Dze començo a comprendre; Comincio a capire
Dze n’en sayò fran ren Non ne sapevo proprio nulla
Jamë de mina via Mai nella mia vita
Dz’i pensà a cen. Ho pensato a ciò
X. X.
Ecoute, ô ma Sylvie Ascolta o mia Sylvie
Une proposition: Una proposta
Si père Jean Marie Se padre Gian Maria
Bénissait notre union! Benedicesse la nostra unione
L’offerta l’est fran bella! L’offerta è proprio bella
Dze dio pà que nà; Non dico di no
N’en predzo poue a la mamma Ne parlerò alla mamma
Et a Mossieu l’Inquerà. E al Signor Curato
XI.
Sylvie, ô ma Sylvie! Sylvie oh mia Sylvie
Nous allons être à deux! Saremo in due
Pendant toute la vie Durante tutta la vita
Nous serons heureux! Saremo felici
Dz’apresto poue de brossa Preparerò la brossa (3)
Pe tseut le s-invità, Per tutti gli invitati
Et un tsanon d’ecouette E un tsanon (1) di siero di latte
Et un maouton grà. E un grasso montone

(1) tsanon: piccola tsanna, secchio in legno per la mungitura

(2) sabò: zoccoli in legno simili a quelli olandesi, si costruivano tradizionalmente nella valle d’Ayas. Secondo alcuni autori anticamente essa era chiamata la valle dei mercanti per i traffici che univano, attraverso il colle delle Cime Bianche e il Teodulo, il bacino mediterraneo con il nord Europa

(3) brossa: sottoprodotto della lavorazione della fontina. Dopo aver tolto la cagliata dal paiolo il siero veniva fatto bollire provocando l’affioramento della brossa che veniva tradizionalmente consumata con la polenta

Testo tratto da Le Messager Valdôtain 1921

Traduzione italiana di Gian Mario Navillod

Bibliografia:

Jean Domaine, Chantons encore, ed. Musumeci, Quart (AO) 1996
Julien Tiersot, Chansons populaires recueillies dans les Alpes francaises, Savoie et Dauphiné, LAFFITTE REPRINTS, Marseille 1979
Valdôtains, chantons!, riedizione a cura di R. Salvato, Typo-offset Musumeci, Aosta 1973
Cornoldi Antonio, 81 canti della montagna, ed. Dalmatia di L. Morpurgo, Roma 1954
Valdôtains, chantons!, Tipografia Silvestrelli e Cappelletto, Torino 1932
Le Messager Valdôtain 1921, Aoste 1920 (solo testo)
Julien Tiersot, Chansons populaires recueillies dans les Alpes francaises, Savoie et Dauphiné, Grenoble Moutiers, 1903

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13.07.2006

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