André Navillod suona il Baghèt, cornamusa bergamasca
André Navillod

La Valdôtaine

di Léon-Clément Gérard

L'autore

Léon-Clément Gérard, nato a Cogne il 18 marzo 1810 e morto il 1° novembre 1876 fu ordinato prete nel 1833 e divenne parroco della cattedrale di Aosta nel 1856.

Pubblicò diversi testi in difesa della fede cattolica, non ultimo “Le guide du catholique contre le protestantisme”, la guida del cattolico contro il protestantesimo. Collaborò con i giornali locali sui quali scrisse articoli di apologia del cristianesimo e diede alle stampe numerose raccolte di poesie: “Le parfum de l'autel”, il profumo dell'altare, “L'imitation de Jésus-Christ”, l'imitazione di Cristo, “La Vallée d'Aoste sur la scéne”, la Valle d'Aosta sulla scena, nella quale la bassa e l'alta valle cercano di dimostrare entrambe la loro superiorità e che venne definita dal canonico Perret il poema nazionale della Valle d'Aosta.

Scrisse diverse canzoni tra le quali “La Valdôtaine” che compare nella prima raccolta di canzoni pubblicata in valle: il Chansonnier Valdôtain, edito a Torino nel 1912. In essa l'autore canta la bellezza della Valle d'Aosta vista attraverso gli occhi dell'emigrante al quale la patria lontana sembra più bella della terra che lo ospita.

Il canonico all'ottava strofa, trascinato dalla foga retorica, biasima gli emigranti valdostani che spinti dal bisogno valicarono le Alpi. Dimenticava che, allora come oggi, è la necessità che spinge gli spiriti migliori a lasciare la miseria della terra nella quale sono nati per cercare fortuna altrove.

LA VALDOTAINE LA VALDOSTANA
1
J’ai cru trouver loin de la Doire, Ho creduto di trovare lontano dalla Dora
Un séjour plus cher à mon coeur ; Un posto più caro al mio cuore
Plein d’une espérance illusoire Pieno di una illusoria speranza
Ailleurs j’ai cherché le bonheur; Ho cercato altrove la felicità
Mais quand j’ai connu ma folie, Ma quando ho ho riconosciuto la mia follia
Sentant mon coeur brûlant d’amour, Sentendo bruciare d’amore il mio cuore
J’ai voulu revoir ma patrie Ho voluto rivedere la mia patria
Et ceux qui m’ont donné le jour. E chi mi ha messo al mondo (bis dalla riga precedente)
2
J’ai voulu, comme l’hirondelle, Ho voluto come la rondine
Chercher un ciel, au doux zéphir; Cercare un cielo dal dolce zefiro
Mais quand la maison paternelle Ma quando la casa paterna
Vint s’offrir à mon souvenir, Mi si presentò nel ricordo
Je me suis dit, l’âme attendrie, Mi sono detto l’anima intenerita
Renonce à ce pays lointain; Rinuncia a questo paese lontano
Je veux vivre dans ma patrie Voglio vivere nella mia patria
Et je veux mourir dans son sein. E voglio morire nel suo seno (bis dalla riga precedente)
3
J’ai trouvé des plaines fertiles, Ho trovato delle fertili pianure
Des collines et des vallons, Delle colline e dei valloni
Des prés riants, des lacs tranquilles, Dei ridenti prati dei laghi tranquilli
Et des champs couverts de moissons. E dei campi coperti di messi
J’ai vu le ciel de l’Italie, Ho visto il cielo dell’Italia
Du ciel Français j’ai vu l’azur ; Del cielo francese ho visto l’azzurro
Mais le beau ciel de ma patrie Ma il bel cielo della mia patria
Est, à mes yeux, cent fois plus pur. E ai miei occhi cento volte più puro (bis dalla riga precedente)
4
J’ai bu dans la coupe étrangère Ho bevuto nella coppa straniera
Des vins vieux et des vins nouveaux : Dei vini dolci e dei vini nuovi
On a souvent rempli mon verre Si è sovente riempito il mio bicchiere
Et du Champagne et du Bordeaux : Di Champagne e di Bordeaux
Ces vins, dit-on, n’ont point de lie ; Questi vini si dice non hanno feccia (fondo)
C’est une bien douce liqueur Sono una dolce bevanda
Mais le nectar de ma patrie Ma il nettare della mia patria
Renferme encor plus de douceur. Racchiude ancora più dolcezza (bis dalla riga precedente)
5
Loin de mes montagnes si belles, Lontano dalle mie montagne così belle
J’ai coulé bien de jours sereins; Ho trascorso numerosi giorni sereni
J’ai trouvé des amis fidèles Ho trovato amici fedeli
Loin des bras de mes Valdôtains ; Lontano dalle braccia dei miei valdostani
Mais les amis de ma patrie Ma gli amici della mia patria
Sont les plus fidèles amis, Sono i più fedeli amici
Et les plus beaux jours de ma vie, E i più bei giorni della mai vita
Je les coule dans mon pays. Li trascorro nel mio paese (bis dalla riga precedente)
6
Loin des regards de votre mère Lontano dagli sguardi di vostra madre
Cherchez un bonheur idéal ; Cercato una felicità ideale
Partez pour la terre étrangère Partite per la terra straniera
Ennemis du pays natal : Nemici del paese natale
Quand à moi, c’est à ma patrie Per quanto mi riguarda è alla mia patria
Que je réserve mes amours, Che dedico il mio amore
Toujours, toujours je l’ai chérie Sempre sempre l’ho cara
Et je la chérirai toujours. E l’avrò cara per sempre (bis dalla riga precedente)
7
Tout est brillant dans la nature, Tutto è scintillante nella natura
Le Ciel nous sourit en tous lieux, Il cielo ci sorride in ogni dove
Partout l’onde a son doux murmure Dappertutto l’onda ha un dolce mormorio
Et l’oiseau ses concerts joyeux ; E l’uccello canta gioioso
Partout la fleur dans la prairie dappertutto i fiori del pascolo
Frappe nos regards enchantés, Colpiscono il nostro sguardo incantato
Mais les beautés da la patrie Ma le bellezze della patria
Surpassent toutes les beautés. Sovrastano tutte le bellezze (bis dalla riga precedente)
8
Le sol qui m'a donné naissance Il suolo che mi ha fatto nascere
Est le sol le plus fortuné ; È il suolo più fortunato
Je préfère à toute la France Preferisco a tutta la Francia
Le beau pays où je suis né. Il bel paese dove sono nato
Blâmant l'homme qui s'expatrie Biasimando l'uomo che espatria
Je dis et je dirai toujours : Dico e dirò sempre
Vive Aoste, ma chère patrie, Viva Aosta la mia cara patria
Vive le berceau de mes jours ! Viva la culla dei miei giorni. (bis dalla riga precedente)

Testo tratto dal Chansonnier Valdôtain,
ed. F. Blanchi, Torino 1912
Traduzione italiana di Gian Mario Navillod

Bibliografia:

Ligue Valdôtaine, Chansonnier Valdôtain, ed. F. Blanchi, Torino 1912
Valdôtains, chantons!, Tipografia Silvestrelli e Cappelletto, Torino 1932
Pignet Vuillermoz e Willien, VALDOTEN, TZANTEN!, Stamperia Musicale Fratelli Amprimo, Torino 1957

PAGINA DEL 25.05.2007

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